Mente

Usare il subconscio per ottenere ciò che desideri

Gran parte di quello che facciamo ogni giorno non passa dalla decisione consapevole. Non serve la magia per sfruttarlo: serve capire come lavorano i processi automatici e dar loro le istruzioni giuste.

Redazione Potenziale Nascosto · aggiornato il · 3 minuti di lettura

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Subconscio, inconscio, automatico: di cosa parliamo

La parola subconscio è usata soprattutto nella divulgazione e nella letteratura di crescita personale. La psicologia scientifica preferisce parlare di processi automatici o impliciti: tutto quello che la mente elabora senza che ce ne rendiamo conto. Riconoscere un volto, guidare su una strada conosciuta, provare simpatia o diffidenza per qualcuno prima ancora di averci parlato.

Daniel Kahneman, premio Nobel per l’economia, descrive questa distinzione con due sistemi:

  • Sistema 1: veloce, automatico, intuitivo. Lavora sempre, senza sforzo.
  • Sistema 2: lento, deliberato, faticoso. Interviene quando serve ragionare.

Quello che i libri di crescita personale chiamano subconscio somiglia molto al Sistema 1: un enorme insieme di abitudini, associazioni e convinzioni che guidano il comportamento senza chiedere il permesso.

Cosa dice la ricerca (e cosa no)

Vero: le convinzioni che abbiamo su noi stessi influenzano quello che proviamo e quanto insistiamo. Chi si aspetta di fallire tende a impegnarsi meno, e così fallisce più spesso. È una profezia che si autoavvera, ben documentata.

Vero: ripetere un comportamento lo rende automatico. È così che si formano le abitudini.

Vero: immaginare in modo dettagliato un’azione attiva in parte gli stessi circuiti dell’azione reale. Gli atleti usano la visualizzazione da decenni per allenare i movimenti.

Non dimostrato: che basti pensare intensamente a qualcosa per attirarlo nella propria vita, come sostiene la cosiddetta legge di attrazione. Anzi, alcune ricerche suggeriscono che fantasticare solo sul risultato, senza pensare agli ostacoli, riduca l’energia per raggiungerlo.

La visualizzazione che funziona

La psicologa Gabriele Oettingen ha studiato a lungo la differenza tra sognare e pianificare. Il metodo che ha sviluppato, chiamato WOOP, unisce la visualizzazione del risultato a quella degli ostacoli:

  1. Wish (desiderio): cosa vuoi, in una frase.
  2. Outcome (risultato): immagina il miglior risultato possibile, in dettaglio. Come ti senti?
  3. Obstacle (ostacolo): qual è l’ostacolo dentro di te che più probabilmente ti fermerà? Un’abitudine, un’emozione, una convinzione.
  4. Plan (piano): «Se si presenta [ostacolo], allora farò [azione]».

Esercizio: WOOP in cinque minuti

Scegli un desiderio per le prossime quattro settimane. Siediti, chiudi gli occhi, segui i quattro passi. Scrivi solo l’ultima frase, quella del piano: «Se ___, allora ___». Rileggila ogni mattina.

Istruire il pilota automatico

Se il Sistema 1 guida la maggior parte delle tue giornate, il modo più efficace per cambiare è dargli istruzioni semplici e ripetute.

Intenzioni di implementazione. Frasi del tipo «quando succede X, faccio Y» vengono eseguite quasi automaticamente quando si presenta la situazione. Le ricerche di Peter Gollwitzer mostrano che aumentano in modo consistente la probabilità di mantenere un impegno.

Ambiente. Il Sistema 1 risponde a quello che vede. Cambia quello che hai davanti agli occhi e cambierai molte delle tue reazioni automatiche.

Parole che usi con te stesso. Non per magia, ma per ripetizione: se ti dici cento volte al giorno «sono un disastro», stai allenando un’associazione. Non serve sostituirla con «sono fantastico», basta una versione più giusta: «sto imparando».

Immagine di sé. Maxwell Maltz, chirurgo plastico e autore di Psicocibernetica, notò che molti pazienti continuavano a sentirsi brutti anche dopo un intervento riuscito. Ne concluse che il comportamento tende ad allinearsi all’immagine che abbiamo di noi stessi. È un’intuizione degli anni Sessanta, non una teoria scientifica, ma resta utile come chiave di lettura.

Il sonno, alleato sottovalutato

Durante il sonno il cervello consolida i ricordi e le abilità apprese durante il giorno. Dormire poco non solo ti rende stanco, ma riduce la capacità di imparare. Se vuoi «lavorare con il subconscio», la prima cosa da fare è dormire abbastanza.

Domande frequenti

Si può riprogrammare il subconscio?

Si possono cambiare abitudini, associazioni e convinzioni, con ripetizione e pratica. Non esistono scorciatoie come audio subliminali o frasi ripetute prima di dormire con effetti dimostrati.

La legge di attrazione funziona?

Non ci sono prove che il pensiero da solo attiri eventi. Pensare positivo può darti energia, ma le ricerche indicano che funziona meglio se accompagnato da un piano concreto per gli ostacoli.

Che differenza c’è tra subconscio e inconscio?

Nella divulgazione sono spesso usati come sinonimi. L’inconscio, nella psicoanalisi di Freud, indica contenuti rimossi; la psicologia contemporanea parla invece di processi impliciti o automatici.

Per approfondire

Psicocibernetica

Maxwell Maltz

L'immagine di sé come termostato dei risultati, e come riprogrammarla.

Per chi: Chi sente di sabotarsi da solo.

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I due sistemi del pensiero e gli errori sistematici che commettiamo quando decidiamo.

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