Felicità

Come essere felici: la strada che indica la ricerca

La felicità non è uno stato permanente da raggiungere, né un dovere. È più simile al clima di una vita: ci sono giorni di pioggia, ma la stagione la puoi influenzare.

Redazione Potenziale Nascosto · aggiornato il · 3 minuti di lettura

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Di quale felicità parliamo

Gli psicologi distinguono di solito due aspetti della felicità:

  • Benessere edonico: emozioni piacevoli, gioia, serenità, assenza di dolore.
  • Benessere eudaimonico: sentire che la propria vita ha un senso, che si cresce, che si contribuisce a qualcosa.

Una vita piena di piaceri ma senza senso può sembrare vuota. Una vita piena di senso ma senza alcun piacere può essere logorante. Le persone più soddisfatte, in genere, hanno un po’ di entrambe.

Cosa ci rende felici (davvero)

Le relazioni. Lo studio sullo sviluppo adulto dell’Università di Harvard segue dagli anni Trenta centinaia di persone e i loro discendenti. Il risultato più solido è che la qualità delle relazioni strette predice la salute e la felicità in vecchiaia più del reddito, della classe sociale o del quoziente intellettivo.

Il senso. Avere qualcosa per cui alzarsi la mattina: un lavoro che ha valore, una famiglia, una causa, un’arte da coltivare. Viktor Frankl ne ha fatto il centro della sua psicologia.

Il corpo. Sonno, movimento e alimentazione influenzano l’umore più di quanto ammettiamo.

I soldi, fino a un certo punto. Il reddito conta, soprattutto quando permette di uscire dalla preoccupazione economica. Oltre una certa soglia, l’aumento di felicità per ogni euro in più diventa piccolo. E i soldi spesi in esperienze, tempo e per gli altri tendono a rendere più felici di quelli spesi in oggetti.

Cosa ci rende infelici

  • Il confronto sociale continuo. Misurarsi sempre con chi ha di più.
  • L’adattamento edonico. Ci abituiamo in fretta alle cose belle, e il piacere di un acquisto, di una promozione, di una casa nuova svanisce in pochi mesi.
  • La solitudine. È uno dei fattori più dannosi per il benessere. Ne parliamo in come vincere la solitudine.
  • Il rimuginio. Ripensare all’infinito al passato o preoccuparsi del futuro.
  • Inseguire la felicità come un obiettivo. Paradossalmente, chi dà troppa importanza a essere felice tende a sentirsi più deluso.

9 abitudini da provare

  1. Coltiva una relazione a settimana. Una telefonata lunga, una cena, una passeggiata con qualcuno a cui vuoi bene.
  2. Scrivi tre cose belle. Ogni sera, tre cose andate bene e perché. È uno degli esercizi della psicologia positiva più studiati.
  3. Muoviti ogni giorno. Anche solo camminare 30 minuti.
  4. Dormi con orari regolari.
  5. Fai qualcosa per gli altri. Piccoli gesti di gentilezza aumentano il benessere di chi li fa, non solo di chi li riceve.
  6. Stai all’aperto. Il tempo nella natura è associato a un miglior umore e a meno stress.
  7. Riduci il tempo sui social, soprattutto la sera e appena sveglio.
  8. Impara qualcosa che richiede pratica. Il senso di progresso è una fonte di soddisfazione stabile.
  9. Assapora. Rallenta sui momenti piacevoli: un caffè, un panorama, una conversazione. Notali mentre succedono.

Esercizio: Le tre cose belle

Per una settimana, ogni sera prima di dormire, scrivi tre cose andate bene nella giornata e, accanto a ognuna, perché è successa. Non devono essere grandi: un sorriso, un lavoro finito, un buon pranzo. Il «perché» è la parte importante: ti allena a notare il ruolo che hai avuto tu e le persone intorno a te.

L’infelicità non è un fallimento

Non è possibile né sano essere sempre felici. Tristezza, rabbia, paura e noia hanno una funzione. Accettarle, invece di combatterle, le rende più leggere: è l’idea alla base dell’ACT, raccontata bene da Russ Harris in La trappola della felicità.

Se però la tristezza dura da più di due settimane, ti toglie il piacere per le cose che amavi e ti impedisce di funzionare, potrebbe essere depressione. In quel caso la strada è parlarne con il medico o con uno psicologo.

Domande frequenti

La felicità è genetica?

In parte. Gli studi sui gemelli suggeriscono che una quota della variabilità del benessere tra le persone sia legata a fattori ereditari. Ma una parte importante dipende dalle circostanze e da come viviamo: relazioni, abitudini, scelte.

I soldi fanno la felicità?

Aiutano, soprattutto quando liberano dalla preoccupazione per le necessità di base. Oltre quella soglia contano di più come li spendi: in esperienze, in tempo libero e per gli altri.

Come essere felici da soli?

Coltivando interessi che ti appassionano, prendendoti cura del corpo e mantenendo almeno qualche relazione significativa. Essere felici da soli non significa non avere bisogno di nessuno, ma stare bene anche nei momenti di solitudine.

Per approfondire

L'arte della felicità

Dalai Lama, Howard C. Cutler

Conversazioni tra il Dalai Lama e uno psichiatra occidentale sulla felicità quotidiana.

Per chi: Chi cerca una prospettiva calma e pratica sulla felicità.

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La trappola della felicità

Russ Harris

L'ACT spiegata semplice: fare spazio ai pensieri difficili invece di combatterli.

Per chi: Chi si sente sbagliato perché non è sempre felice.

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Imparare l'ottimismo

Martin E. P. Seligman

Lo stile esplicativo: come ci raccontiamo ciò che ci succede, e come cambiarlo.

Per chi: Chi tende a vedere sempre il peggio.

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